“Dichiaro aperti i Giochi di Berlino, celebranti l’XI Olimpiade dell’era moderna.”

Formula ufficiale pronunciata da Adolf Hitler, l’1 agosto 1936.

La storia

Le olimpiadi dei nazisti

L’undicesima edizione dell’era moderna delle Olimpiadi si celebrò nell’Olympiastadion della Berlino nazista, con Hitler al potere ormai dal 1933. A livello sportivo il medagliere venne vinto dalla squadra tedesca, la più numerosa, seguita dalla squadra statunitense. Ma a rimanere nella storia fu un ragazzo nero dell’Alabama, capace di vincere 4 ori in altrettante gare: Jesse Owens.

La “nostra” storia

Tre storie, un evento… tanti mondi!

“amici per la pelle” non si svolge interamente a Berlino, ma parte lontano dalla capitale tedesca: dall’Alabama a Lipsia, fino all’Austria. L’evento olimpico, tuttavia, è il punto in cui le storie diametralmente opposte di Jesse Owens, Luz Long e Adolf Hitler si incrociano e diventano una storia unica.

E in quello stadio ci fu un festival delle contraddizioni: le centinaia di colombe della pace liberate dopo l’inaugurazione in una nazione che sognava la guerra, le bandiere con i cerchi olimpici che incrociavano le svastiche naziste, l’apparente perbenismo del regime che aveva da poco proclamato le leggi razziali… furono due giovani uomini a riportare tutto su un piano umano e sportivo…

Amici per la pelle.

Acquista il libro

Jesse e Luz: qualcosa di più di una medaglia

Il 4 agosto 1936 è un giorno freddo, a Berlino. Tira vento e gli atleti sono costretti a indossare la felpa e usare coperte per tenere caldi i muscoli, fra un esercizio e l’altro. La finale del salto in lungo è attesa come la gara più importante dell’intera olimpiade. Lo stadio di Berlino si gremisce di 100 mila spettatori entusiasti che supportano le gesta del loro beniamino: Luz Long. Fra loro, anche il Fuhrer e il ministro dello sport nazista osservano la finale dal palco d’onore.

La pressione fu talmente alta che si ebbe l’impressione di assistere ad una guerra di mondi e di ideologie e non ad una semplice gara di sport. Ma nel silenzio prima dei salti decisivi, quando lo sport esprime tutto il fascino dell’attesa, due ragazzi furono capaci di vincere qualcosa di più di una medaglia!

Luz Long

Una storia unica, di sport e di amicizia

Li volevano uno ariano, l’altro nero, ma loro su quella pedana furono soltanto uomini e leali avversari

Acquista il libro
Vai allo store

Scegli un percorso
e continua la storia

Jesse Owens

Luz Long

Le olimpiadi

Berlino ’36